Quando si parla di glutine, pasta e pane sono i primi alimenti che vengono in mente. Tuttavia, questa proteina si nasconde in molti prodotti dove non ci aspetteremmo mai di trovarla. Per chi soffre di celiachia o è intollerante al glutine, conoscere questi “nascondigli” è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese.
Uno dei luoghi più insidiosi dove si può trovare il glutine è nelle salse e nei condimenti. La salsa di soia tradizionale, per esempio, contiene glutine, così come molte salse pronte dove la farina viene utilizzata come addensante. Anche il dado da brodo può contenere glutine, così come alcune mostarde e salse barbecue. Persino l’aceto di malto è da evitare, essendo derivato dall’orzo.
Nel mondo delle bevande, bisogna prestare particolare attenzione. Alcune bevande al malto, certi caffè solubili aromatizzati e alcune miscele per cioccolata calda possono contenere glutine. Anche alcune birre “analcoliche” possono non essere sicure, nonostante l’assenza di alcol.
Un settore particolarmente insidioso è quello dei prodotti trasformati. Il glutine può essere presente come:
- Stabilizzante in gelati e yogurt
- Legante in caramelle e dolciumi
- Addensante in zuppe pronte e sughi
- Antiagglomerante in formaggi grattugiati
- Aroma in patatine e snack salati
Persino alcuni integratori alimentari e farmaci possono contenere glutine come eccipiente. È sempre consigliabile verificare con il farmacista e leggere attentamente il foglietto illustrativo.
Nel reparto surgelati, attenzione alle patatine fritte: se vengono lavorate nello stesso stabilimento dove si producono crocchette o altri alimenti impanati, potrebbero essere contaminate. Lo stesso vale per la frutta secca tostata e salata, che potrebbe essere lavorata con attrezzature utilizzate anche per prodotti contenenti glutine.
Un consiglio pratico è quello di creare una lista personale di prodotti sicuri, verificati personalmente, da tenere sempre a portata di mano durante la spesa. È anche utile familiarizzare con i termini tecnici che possono indicare la presenza di glutine nelle etichette, come “maltodestrine” (verificare la fonte), “estratto di malto”, “proteine vegetali idrolizzate” quando non è specificata l’origine.
Ricordate che la normativa europea impone di evidenziare in etichetta la presenza di allergeni, incluso il glutine, ma è sempre meglio sviluppare l’abitudine di leggere attentamente le etichette, anche di prodotti acquistati abitualmente, poiché le formulazioni possono cambiare nel tempo.
La consapevolezza è la chiave per una spesa sicura: meglio investire qualche minuto in più nella lettura delle etichette che rischiare una contaminazione accidentale.

